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Stanza dei cavalieri

Autore: non identificato.

Datazione: post 1683

È questa una delle stanze più suggestive di tutta la villa che rimanda direttamente alle imprese belliche degli eserciti europei nel XVII sec.

Su di un finto loggiato, semplici rettangoli racchiudono alcuni condottieri in sella a cavalli impennati che si stagliano sopra paesaggi animati da violente battaglie. Tre di essi impugnano il tipico bastone da  maresciallo, simbolo del comando militare, mentre uno, dai tratti somatici orientali, indossa vesti di foggia slavo-ungherese ed impugna una scimitarra. Sopra i loro ritratti si trovano riquadri con stemmi araldici. Sulle pareti più corte, invece, trovano posto altri due ritratti: sopra il caminetto appare la figura di un pontefice affiancato da due allegorici personaggi femminili, la Prosperità di rosso vestita e l’Indulgenza con un manto bianco e delle carte in una mano. Di fronte a lui un quinto cavaliere con il bastone di comando ha il capo cinto di alloro. Attorno e al di sopra delle porte si vedono elementi di bottino, trofei, scudi ed elmi con mezzelune islamiche, figure di guerrieri imprigionati. Sopra tutto sta l’arcangelo Michele con la spada infuocata e lo scudo crociato.

Grazie al riconoscimento dello stemma araldico della Repubblica delle due Nazioni (Polonia e Lituania) posto sopra il cavaliere dai tratti slavi, è possibile individuare i protagonisti raffigurati. Il primo è Jan Sobieski III (re di Polonia dal 1674-1696). Di fronte a lui il principe Massimiliano II Emanuele di Baviera con a destra Giorgio II (1) di Sassonia (o l’imperatore Leopoldo I d’Asburgo). Altri ritratti raffigurano probabilmente Carlo V (2) di Lorena ed il comandante della città di Vienna co. Ernest Von Starhemberg. Il papa, riconoscibile dallo stemma presente sulle carte, è Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi (papa dal 1676 al 1689). Tutti questi personaggi del mondo cristiano e la presenza di figure di prigionia riconducibili al mondo islamico, fanno identificare il tema della sala nella Vittoria dei Cristiani sui Turchi con un preciso riferimento alla battaglia di Kahlemberg (Vienna) avvenuta tra l’11 e il 12 settembre 1683. La parete nord pertanto raffigurerebbe proprio la città di Vienna assediata e l’imperatore Leopoldo I vincitore.

È da escludere l’attribuzione del ciclo di affreschi a Palma il Giovane come indicato dal Ridolfi: la datazione, che porta ad individuare la committenza nella famiglia Barbieri, che ebbe tra i discendenti il co. Giovanni Domenico di Giuseppe combattente contro i Turchi nella battaglia di Candia, esclude di fatto tale ipotesi. Probabilmente tale ciclo è opera di uno sconosciuto artista dal linguaggio sicuramente singolare.

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